Problema alla spalla


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Salve,
mio padre ha appena effettuato RM per dolore alla spalla con limitazione funzionale.

Vi scrivo l’esito:

– Marcata tendinosi della cuffia dei rotatori con lesione interstiziale a carico del tendine del sovraspinato in sede inserzionale anteriore e lesione analoga nel margine superiore del sottoscapolare

– Non si rileva comunque retrazione miotendinea né fenomeni di involuzione fibroadiposa del ventre muscolare delle strutture della cuffia dei rotatori.

– Discreta ipertrofia su base artrosica dell’articolazione acromion-claveare con borsite sottoacromiondeltoidea di discreta entità.

– Marcata sinovite gleno-omerale con prevalente coinvolgimento dell’intervallo dei rotatori e della guaina del tendine CLB ove si rilevano aderenze sinoviali nel solco intertuberositario.

– Normale il cercine glenoideo e le strutture capsulo-legamentose dell’articolazione gleno-omerale.

Ciò detto vorrei chiedervi:
Da quello che ho potuto capire i tendini sono danneggiati, ma non rotti. Quindi a vostro parere si può risolvere con trattamento conservativo o è necessario intervenire chirurgicamente?

Sapete consigliarmi uno specialista per questo tipo di problematica, nella zona “centro italia”, meglio se regione lazio?

Grazie – Alex

La storia clinica e iconografica che ha riportato orienta per una patologia della spalla che si definisce: Spalla degenerativa-infiammatoria.
In questi casi è molto importante una valutazione clinica per acquisire dati che offrono allo specialista la possibilità di dare un precisa indicazione terapeutica.
Ad una valutazione orientativa sembra che ci possono ancora essere le condizioni per un trattamento conservativo ma, nel caso fosse necessario, consideri che l’intervento verrà effettuato per via artroscopica con una degenza minima e con una ripresa rapida.
Auguri

Dr. Luigi Grosso
Chirurgia e Artroscopia Spalla e Gomito
www.luigigrosso.net – luigi.grosso@aol.com

Acromion claveare (16.01.2016) 


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Il mio problema è questo:
a fine mese di luglio 2015 ho subito un agressione nella colluttazione sono caduto per terra e forse credo di aver urtato il suolo con la spalla destra! Il fatto è che dopo quel brutto momento sono cominciati i miei guai. Subito dopo preso da un fortissimo dolore alla spalla dall’acromion claveare fino alle cuffia dei rotatori mi recai in ospedale e dopo aver fatto una radiografia non vi era nessuna frattura ossea mi dimisero dicendomi che avevo solo un trauma contusivo alla spalla stare a riposo funzionale e al bisogno mettere ghiaccio e assumere qualche antidolorifico, e se il dolore fosse persistito dopo 20 giorni avrei dovuto fare un ecografia e così ho fatto! L’esito ecografico diceva che a livello dell’articolazione acromion claveare si nota distensione fluida della capsula e lieve diastasi dei capi articolari rispetto alla controlaterale nel complesso regolare aspetto ecografico dei tendini componenti la cuffia dei rotatori. Non evidente distensione della guaina del tendine del capo lungo del m. Bicipite omerale che appare in sede. Non distensione della borsa sotto acromion deltoidea. Assenza di significativo versamento endoarticolare. Preoccupato dall’esito ecografico dopo breve periodo mi sottoposi ad una risonanza magnetica! L’esito diceva questo: distensione fluida acromion claveare con riduzione del sottostante spazio adiposo di scorrimento del tendine del muscolo sovraspinato la cui area critica si presenta lievemente disomogenea come da iniziale quadro di tendinosi. Regolari le restanti componenti muscolo tendinee della cuffia dei rotatori ed in particolare: nei limiti di norma l’ecostruttura del tendine del muscolo infraspinato; nei limiti di norma l’ecostruttura del tendine del muscolo sottoscapolare. Il capo lungo del muscolo bicipite omerale è in atto normo allocato nella propria doccia anatomica e non mostra segni di tenosinovite. Mantenuta nei limiti di norma l’articolazione gleno omerale. Assenza di versamento articolare. Dopo tutto questo dopo aver fatto terapia ultra suoni laser ir dopo essere stato a ripodo per molto tempo la mia situazione è peggiorata, perché accuso dolore alla cuffia dei rotatori dolori anche molto intensi a secondo del movimento! Ma quel che è peggio e che da un paio di mesi sento sempre uno scatto dell’osso proprio nel punto acromin claveare dove l’acromion si unisce alla clavicola lo sento sempre ogni volta che alzo il braccio e a volte il forte scatto dell’osso ni provoca dolore! Sono molto preoccupato perché questo scatto che sento di continuo non mi piace e poi è diventato un incubo! non lo sopporto più! Lo sento io e con un po di silenzio lo sentè anche chi mi sta accanto! E chiaro che non è per niente normale! vi prego aiutami a capire cosa può essere…. sono piscologimente a terra. Grazie
La storia clinica che ha riportato è ben descritta e documentata.
Il suo potrebbe essere un caso di “Sublussazione acromion claveare” e lo scatto potrebbe essere legato ad una compromissione del menisco articolare.
In questi casi, alcune indagini strumentali potrebbero essere prescritte al fine di un buon orientamento diagnostico ma ciò non prescinde da una valutazione clinica che aiuterebbe molto per stabilire esattamente quali indagini strumentali effettuare e porre una diagnosi precisa e, quindi, una precisa terapia.
Si affidi ad un chirurgo della spalla.
Auguri
Comprendo le sue preoccupazioni ma per un giudizio preciso è indispensabile che lei si sottoponga ad un controllo clinico di un Chirurgo della Spalla al fine di fare la cosa più giusta per lei.
Auguri
 
grazie dottore sicuramente e quello che faro’… un’ultima cosa dottore in questi casi che tipo di esame bisogna fare per diagnosticare con la massima sicurezza il problema!! vorrei che mi rispondesse solo per una cosa mia personale… grazie dottore per la sua disponibilita’.
Possono essere diversi a seconda dei casi.
Auguri

Domanda: infiammazione sovraspinato tendine


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Buonasera mi chiamo Paolo ho 30 anni e da dicembre 2015 ho un dolore alla spalla in fase di rotazione. Non ho dolore fisso solo in alcuni movimenti tipo sollevamento o rotazione della spalla ( a anche in alcune movimentazioni giornaliere tipo inserire il freno a mano della macchina ).

Ho fatto una eco che dice” non evidenti allo stato raccolte fluide intrarticolari o peritendineee .
Moderata tendinosi del sovraspinato ,non interrotto ).
Ho fatto anche 6 terapie dal osteopatia ma. Niente nessun risultato.
Oggi sono stato da un ortopedico che non mi ha per niente soddisfatto in quanto prima mi ha detto di fare la telato, poi ultrasuoni e poi prendere il torgon per 45 giorni.
Sono in confusione totale che terapie mi consigliate ???
Grazie

luigigrossoDr. Luigi Grosso 

Le patologie della spalla sono molto complesse e di non facile identificazione. Per tale motivo, nel corso degli anni, si è andata via via delineando una figura professionale specifica: il Chirurgo della Spalla.
La sua sintomatologia può corrispondere a diverse patologie. Per capire la causa, è necessaria una visita dello specialista della spalla che effettuerà una serie di test e valutazioni cliniche adeguate a consentirgli una ipotesi diagnostica che potrà essere poi confermata da esami strumentali che prescriverà.
Auguri

Protesi di spalla: preferire gli impianti modulari


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Gli autori affermano che se il primo impianto prevede la modularità, ovvero la possibilità di conservare lo stelo omerale per la revisione, questo riduce i rischi del secondo impianto di Protesi Spalla Inversa.

Gli autori hanno potuto rilevare che:

  • Gli impianti di protesi di spalla sono in continua crescita
  • La conversione da protesi totale anatomica in protesi totale inversa è in aumento

Molti sistemi protesi di spalla anatomica disponibili in commercio offrono ora uno stelo omerale modulare cioè che può essere utilizzato sia per la protesi di spalla anatomica sia per la protesi totale inversa di spalla.

Lo studio è stato condotto su 26 pazienti  con fallimento della protesi di spalla anatomica e sottoposti, quindi, a conversione in protesi totale inversa di spalla con un follow-up minimo di 2 anni.

L’utilizzo nel primo impianto di un sistema di protesi di spalla anatomica con uno stelo omerale modulare, che può essere riutilizzato per l’intervento di revisione ed impianto di una protesi inversa di spalla, offre molti più vantaggi e riduce i rischi operatori rispetto alla rimozione dello stelo e nuovo impianto.

 

Ulteriori approfondimenti al link: La chirurgia protesica di spalla

Il gomito del cellulare


luigigrosso 

L’uso del cellulare ha sviluppato molto i contatti sociali grazie anche all’utilizzo di APP del tipo WhatsApp che è un’applicazione di messaggistica mobile molto conosciuta ed altre similari.

Pochi sanno però che esiste una patologia da uso smodato del cellulare che si chiama“Sindrome cubitale”.

Tale patologia fa parte del grande capitolo delle Sindromi Canalicolari intendendo, con questo termine, una sindrome nervosa periferica caratterizzata dalla condizione anatomica di scorrimento di un nervo all’interno di un tunnel il cui pavimento è di solito costituito da uno o più elementi ossei e il tetto è rappresentato da formazioni aponeurotiche e/o muscolari.

Quella dell’intrappolamento del nervo ulnare al gomito rappresenta una delle più frequenti collocandosi subito dopo di quella del nervo mediano (Sindrome Tunnel Carpale).

Molti eventi traumatici – lievi o energici – possono essere causa di sofferenza del nervo lungo il suo decorso.

Chi fa molto uso del cellulare con il gomito flesso e conseguente microcompressione del nervo al gomito può produrre nel tempo la Sindrome cubitaleSindrome da compressione del nervo ulnare al gomito

che molto più semplicemente viene chiamata gomito del cellulare.

Le 5 cause più comuni di dolore alla spalla


Un dolore alla spalla, lieve o forte, va sempre esaminato con cura rivolgendosi al medico di famiglia e, se necessario, richiesta la consulenza dello specialista in Chirurgia della Spalla.

Le patologie della spalla si suddividono in acute e croniche.

Quelle acute si manifestano, a volte, con dolore intollerabile che obbliga a rivolgersi al medico per ottenere una cura adeguata alla risoluzione del dolore; quelle croniche, che si manifestano con dolore moderato o lieve e, per il fatto che sono maggiormente tollerate, inducono ad attendere sperando che si risolvano spontaneamente rimandando a … quando si ha un po’ più di tempo.

Quello che è importante da sapere è che l’articolazione della spalla è particolarmente suscettibile al danneggiamento per il fatto che i movimenti che possiamo fare sono il risultato dell’azione sincrona di ben 5 articolazioni (piccole e grandi).

ECCO LE 5 CAUSE PIU’ COMUNI DI DOLORE DI SPALLA:

  1. Lesione della cuffia dei rotatori (CDR) – è certamente la causa più frequente ed è dovuta ad una lesione o un uso eccessivo di uno o più muscoli e tendini che il corpo usa per muovere la spalla. La CDR è stata chiamata con questo nome proprio perché i quattro tendini che la compongono (tendine: sovraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo) si agganciano alla testa del braccio come una cuffia. Il dolore che si manifesta è variabile a seconda del tipo di lesione ma parte sempre dalla spalla per poi irradiarsi in diverse zone a seconda del tendine colpito.
  2. Lesione del cercine glenoideo – il cercine glenoideo (vdi immagine) è fatto da tessuto fibroso-cartilagineo a forma di anello che, disposto intorno alla glena della scapola, protegge l’articolazione ed impedisce (insieme ad altri elementi anatomici) la lussazione. I sintomi che si manifestano sono rappresentati da dolore diffuso poco localizzato. Di solito è procurato da ripetuti lanci con il braccio sopra la testa, il sollevamento di oggetti molto pesanti sopra la testa, portare oggetti molto pesanti con la mano o una caduta con il braccio teso.
  3. Instabilità di spalla – è anche chiamata lussazione perché consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero dalla sua normale sede. C’è una versione più moderata di questa lesione chiamata sublussazione dove l’omero (la spalla) fuoriesce solo parzialmente e rientra nella sua sede anatomica di nuovo immediatamente. La prima volta che si verifica una lussazione può causare dolore molto forte e richiedere la prestazione di uno specialista  affinché riposizioni la spalla nella sua sede. Non bisogna assolutamente di tentare di fare questa manovra da soli o aiutati da altri poiché può causare danni gravi e permanenti alle superfici articolari o ancora più importante ai nervi del braccio. Lussazioni della spalla che si ripetono nel tempo provocano instabilità patologica che viene curata solo attraverso un intervento chirurgico.
  4. Instabilità acromion/claveare – la lussazione acromion claveare appartiene alla seconda aricolazione della spalla e non deve essere confusa con una lussazione dell’articolazione scapolo/omerale. Di solito è causata da una caduta a braccio teso o per trauma diretto negli sport di contatto. La sintomatologia di questa lussazone è sempre rappresentata da dolore alla spalla, in particolare la sede del dolore é superiormente alla spalla.
  5. Capsulite adesiva o spalla congelata – tale patologia è conosciuto anche come spalla congelata, si tratta di una patologia dolorosa dovuta alla rigidità cronica dell’articolazione della spalla. Una spalla congelata passa attraverso tre fasi; una fase di congelamento dove dolore alla spalla è costante e l’articolazione va incontro a progressiva riduzione di mobilità, una fase rigida in cui il movimento nella spalla è significativamente ridotto e una fase di scongelamento dove il dolore si riduce progressivamente con corrispondente aumento della mobilità.

QUANDO RIVOLGERSI ALLO SPECIALISTA PER UNA VISITA?

Non tutti i sintomi di dolore alla spalla necessitano di una consulenza specialistica ma vi sono alcuni criteri che dovrebbero invitare a chiedere una consulenza, questi sono:

  1. Dolore forte o moderato/forte alla spalla e nella regione anatomica della spalla che non passa nelle 24-48 ore ma, soprattutto, un dolore che impedisce ogni movimento della spalla
  2. Edema (gonfiore) nella zona corrispondente al dolore
  3. La percezione acustica di un crepitio o “schiocco” alla spalla
  4. La sensazione che il braccio tende ad uscire dalla sua posizione normale
  5. La sensazione di “formicolio” alla spalla e/o al braccio fino ad arrivare alla mano
  6. La percezione di calore anormale al termotatto.

In tutti questi casi è preferibile un controllo quanto prima possibile dallo specialista anziché attendere che passi rischiando un aggravamento della patologia.

Nuove proposte terapeutiche per la rottura del Tendine di Achille


Il tendine di Achille, noto anche come il tendine calcaneare, è un tendine della parte posteriore della gamba, e il più grande nel corpo umano. La sua importanza è fondamentale per il passo e la corsa. Proprio per questo motivo si chiama anche “Tallone d’Achille”, riferendosi alla vulnerabilità del tallone di Achille nella mitologia greca, che fu ucciso durante la guerra di Troia da una freccia avvelenata proprio in questo punto del corpo.

Il tendine origina dal muscolo tricipite della sura (formato dal gastrocnemio e dal soleo) e si inserisce sull’osso del calcagno del piede posteriormente. Grazie a questi muscoli, che agiscono tramite il tendine, possiamo flettere il piede per camminare e dare una tale spinta da correre anche velocemente.

La lesione del tendine di Achille, pertanto, rappresenta un evento drammatico poiché nega all’uomo di mantenere la stazione eretta, la deambulazione e la corsa.

Tale interesse va compreso visto l’aumento sempre maggiore di lesioni del tendine di Achille sia relativo  all’aumento delle pratiche sportive – data la vasta diffusione dello sport –  sia assoluto per l’aumento percentuale dell’attività sportiva a livello agonistico.

Il dolore intenso ed improvviso a seguito di un gesto atletico o semplicemente dopo uno sforzo meccanico eccessivo è il principale sintomo. Egli avverte una sensazione di schiocco di frusta quindi subentra il dolore intenso e l’impotenza funzionale. 

Un particolare cenno merita un test clinico – il test di Thomson-Doherty – poiché ha un valore diagnostico quasi del 100%. Si esegue mettendo il paziente in posizione prona sul lettino quindi il polpaccio viene stretto dalle mani facendo flettere plantarmente il piede. Il test è positivo per lesione quando non viene stimolata la dorsiflessione plantare.

 

Il trattamento della lesione del tendine di Achille è di solito chirurgico poiché ogni possibilità di cura alternativa non garantisce buoni risultati.

La moderna chirurgia, sempre più tecnologicamente avanzata, ha messo a punto un tipo di intervento che consente di eseguirlo in ANESTESIA LOCALE soltanto con due piccole ferite sulla pelle di circa 5millimetri.

 

Tale intervento utilizza un filo sintetico molto robusto che si chiama “TENOLIG” che “sutura” il tendine in modo molto simile a una cucitura di stoffa.

In queste immagini, un momento finale dell’intervento dove si vedono i fili di sutura che fuoriescono dal calcagno e la foto conclusiva dell’intervento con il disegno a penna sulla cute del tendine ricucito (a scopo didattico).

Nuove proposte nella terapia della rottura del Tendine di Achille.doc [Modalità compatibilità] 2016-04-17 12-55-17

Il paziente riprende la sua normale attività dopo circa 3 settimane senza nessun ulteriore problema sia sul piano estetico che sul piano funzionale ritornando tranquillamente alle sue attività lavorative e non.

 

I vantaggi di questo tipo di intervento sono rappresentati dalla semplicità dell’esecuzione, dalla sua affidabilità nonché efficacia e, non ultimo, la possibilità di un rapido ritorno all’attività lavorativa.

Dr. Luigi Grosso

http://www.luigigrosso.net

luigi.grosso@aol.com

 

 

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