CURARE LA PELLE (Articolo pubblicato su YAHOO/2010)


Per curare la pelle non è sufficiente ricordarsi di mettere la crema due volte al giorno e investire in prodotti di bellezza molto costosi. A volte ci dimentichiamo che esistono tanti gesti quotidiani che possono migliorare o peggiorare la nostra cute, soprattutto quella del viso che è maggiormente esposta ad agenti esterni come il sole, il freddo e lo smog. Iniziamo a eliminare dalla nostra giornata cinque cattive abitudini e noteremo subito i primi risultati!

Scegliere il detergente giusto. Purtroppo c’è il brutto vizio di pensare che un sapone valga l’altro. Non è assolutamente vero. Soprattutto bisogna utilizzare per il viso un prodotto diverso da quello per le mani e per il corpo, perché lì la pelle è più sensibile. Scegliete un detergente che contenga poche sostanze chimiche, come il famoso SD-40 e alcol isopropilico, ingredienti molto diffusi che però tendono a seccare e arrossare il viso.

Non usare troppe volte l’esfoliante. È importante la pulizia della pelle, ma quella in profondità non va fatta in continuazione o si rischia di rendere la cute ipersensibile. Oggi ci sono in commercio molti prodotti a base di acidi alfa idrossidi che combattono l’insorgere delle rughe e le imperfezioni. Li dovete usare con moderazione e soprattutto non al mattino, quando la pelle è più vulnerabile.

Idratare troppo o troppo poco. Il principale consiglio di tutti gli esperti di bellezza è quello di nutrire la pelle, soprattutto se secca. È un buon suggerimento, ma non bisogna esagerare, perché si rischia di appesantire la cute. Possono anche manifestarsi sfoghi a lungo termine. La cosa migliore è bere tanta acqua, dotarsi in casa di un umidificatore e scegliere un prodotto che non sia troppo grasso. Poi mettetene poco alla volta, aspettando che si assorba.

Non lavare il viso prima di andare a letto. Questa è davvero una cattiva abitudine, che ci regala al mattino anche un aspetto sciatto e il disturbo di rimuovere il trucco che durante la notte si è seccato, soprattutto rimmel e matita. Non va mai fatto, anche se è un evento sporadico. I trucchi, dal fondotinta al fard, ostruiscono i pori che ovviamente devono essere liberati se non vogliamo ritrovarci delle brutte sorprese (eczemi, foruncoli, ma anche infiammazioni e screpolature).

Utilizzare cosmetici vecchi. Ogni quanto fate pulizia nella vostra trousse? È tipico usare un prodotto finché non è esaurito, anche se è stato acquistato parecchi anni prima. I trucchi scadono e ovviamente con il passare del tempo perdono qualità e proprietà. Inoltre, spesso vengono applicati con le mani, non sempre pulite, e i batteri si accumulano velocemente sia sugli applicatori sia nei vasetti. Per non parlare di quei rossetti utilizzati magari con l’herpes e che poi prestiamo alle amiche.

Plastica tossica in Cucina: miti e realtà (Articolo pubblicato su yahoo.it 11/2010)


La plastica ha rivoluzionato la vita delle persone. Se diamo una sbirciata nelle nostre case, ormai la troviamo ovunque, soprattutto in cucina. Esistono però delle sostanze chimiche che se a contatto con il cibo possono essere nocive, è quindi molto importante fare attenzione a ciò che abbiamo comprato o che desideriamo acquistare.

Come scegliere un prodotto di plastica per uso alimentare? Prima di tutto leggendo le classiche etichette. Dovrebbe esserci un codice sulla scatola, o sul contenitore stesso, indicante la composizione del prodotto, alcuni invece propongono un numero all’interno di un triangolo di frecce che va da 1 a 7. I numeri 1, 2, 4 e 5 corrispondono a sostanze chimiche di sicurezza, mentre il 3 e il 6 sono sostanze nocive e il 7 è un tipo di policarbonato con bisfenolo A. Molto comune è anche il triangolo o bollino che contiene forchetta e bicchiere.

Le sostanze più pericolose: In cima alla classifica ci sono il bisfenolo A e Ftalati. Il primo è abbastanza noto, se ne sente parlare spesso in riferimento ai biberon per bambini. Quelli di nuova generazione non lo contengono, ma in passato non era così. Il bisfenolo A ha caratteristica di avere una struttura chimica che, molto simile ad alcuni estrogeni, altera l’attività dell’apparato endocrino e interferisce con la salute riproduttiva. I ftalati, invece, influiscono soprattutto sull’apparato riproduttivo maschile causando seri problemi come il criptorchidismo, malformazioni al pene, diluizione degli spermatozoi, oltre a essere collegati con la sindrome metabolica.

Tutelare la salute. Non possiamo ripulire completamente le nostre cucine da oggetti che non presentano alcuna dicitura perché acquistati qualche anno fa, ma possiamo stare attenti ad alcune cose e al loro utilizzo:

1) Evitare di riutilizzare le plastiche usa&getta, come le bottiglie di plastica che non devono essere né congelate né riscaldate. Per farvi un esempio, qualcuno le riempie di brodo o dl succo di limone (o di qualsiasi prodotto alimentare) e poi le surgela: è un errore. Le bottiglie sono prodotte con due plastiche diverse: una è il Pet (Polyethylene Terephthalato), un materiale leggero, abbastanza economico che fornisce una barriera contro l’ossigeno e il biossido di carbonio. L’altra invece è il Lexan che altro non è che polibicarbonato. Lo riconoscete perché dovrebbero riportare il famoso numero 7 di classificazione. Si sospetta che questa sostanza disperda bisfenolo A nei cibi e nei liquidi e i suoi effetti aumentano con le alte o le basse temperature.

2) Non lavare o riscaldare le plastica ad alte temperature. Con il Pet, il Lexan e altre sostanze si producono tanti oggetti, come i vassoi per il cibo a microonde, i contenitori trasparenti (per esempio quelli in cui confezionano le verdure nei supermercati) e le pellicole avvolgenti. Capite bene, qualsiasi plastica sia, che riscaldare un piatto nel fornetto non è una buona idea, così come lavarli in lavastoviglie (dove l’acqua è molto calda). Molto meglio sciacquarli a mano.

3) Moderare l’uso di piatti e bicchieri di plastica. Dopo le bottiglie, sono gli oggetti che più si utilizzano nelle case. Ne esistono anche di molto carini (colorati, a fantasia) e sono perfetti per le feste. Alcuni sono prodotti purtroppo con Pvc (cloruro di polivinile), una sostanza altamente tossica e cancerogena. Preferite quindi l’acquisto di piattini di carta, un po’ più costosi ma di sicuro più salutari.

4) Attenzione ai biberon per bambini. Un tempo la plastica dei biberon conteneva bisfenolo A, ma ne esistono ancora in commercio,. Potete immaginare che a contatto con il latte caldo sia nocivo per il benessere del bambino (influisce sul malfunzionamento del sistema endocrino). Acquistate dunque biberon certificati che riportino sulla confezione che non contengono BPA.