Certificato medico di malattia – Valore di “atto pubblico” per il medico operante nel SSN


2017-07-24
A cura di: Mauro Marin Direttore di Distretto – Pordenone – AAS5 Friuli Occidentale
 
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La proposta di autocertificazione per i primi tre giorni di malattia da parte del lavoratore richiama la necessità di chiarire il valore del certificato medico che fa fede privilegiata dei suoi contenuti e costituisce diritti in capo al richiedente. La Cassazione Penale con sentenza n.26318/2014 ha qualificato come “atto pubblico” il certificato di malattia del medico operante nel SSN per cui attestazioni false del medico sono punite più severamente.

Infatti, poichè i certificati medici recanti la falsa attestazione diagnostica di una situazione caduta nella sfera conoscitiva del suo autore, essi sono ritenuti rientranti nella categoria degli atti pubblici di fede privilegiata in quanto la diagnosi ivi formulata assume rilievo giuridico anche esterno alla mera indicazione sanitaria, in quanto i medici, sebbene sulla base di false indicazioni fornite dagli assistiti indagati, hanno pur sempre effettuato “una propria valutazione medica, compendiata nella diagnosi e nella prognosi”.

Il certificato di malattia del medico di medicina generale ha lo stesso valore probatorio dei certificati rilasciati dai medici pubblici dipendenti del SSN (TAR Lazio sez.1° n.8701/2002). Il certificato di malattia finalizzato a giustificare l’assenza dell’assistito attesta l’inabilità assoluta dovuta a malattia e non la semplice presenza di malattia che di per sé potrebbe anche non essere causa di impedimento (Cass.Civ.Sez.Unite n.17587/2015).

Il certificato medicodi malattia presuppone che il medico abbia visitato il paziente, anche se il certificato non fa menzione della visita, con la conseguenza che risponde del reato di falso ideologico il medico che attesti una malattia senza aver compiuto la visita (Cass.Pen.sez.V n.18687/2012). Ugualmente risponde del reato di falso ideologico il medico che attesti coscientemente fatti non corrispondenti al vero (Cass.Pen.sez.V n.35100/2014).

Non sussiste il reato di falso ideologico quando il medico certifica una diagnosi non obiettivabile sulla base dell’anamnesi fornita con inganno dal paziente al fine del rilascio del certificato di malattia (Cass.Pen.sez.2° n.5923/1994). Infatti l’errore determinato da altrui inganno esclude la punibilità (art.48 CP). In merito alla distinzione tra diagnosi intenzionalmente falsa e diagnosi colposamente errata (elemento psicologico del reato), si considera falsa la certificazione che si fonda su premesse oggettive non corrispondenti al vero (dolo), mentre è solo errata se risulta inattendibile il giudizio interpretativo espresso in buona fede (colpa) su fatti rilevati con corrispondenza al vero (Cass.Pen.sez.V 18.3.1999).

L’assistito che falsifica il certificato di malattia del medico risponde del falso ex-art.482 CP e di tentata truffa (Cass.Pen.sez.V n.34342/2015).

Una storia di passione e coraggio


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Nel mese di Marzo, durante un mio turno di guardia al Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero “San Paolo” di Napoli, ho fatto proprio una bella esperienza … ho conosciuto tre simpatici giovani carabinieri (vedi foto) che erano giunti in pronto soccorso per essere assistiti dopo una rocambolesca cattura di un pregiudicato.

Non posso fare a meno di scrivere questo mio articolo manifestando tutto il mio sentimento di gratitudine verso questi “ragazzi” che, con grande slancio e spirito di sacrificio, si occupano della nostra incolumità.

Dal loro racconto ho potuto capire che la cattura del pregiudicato non è stata la sola avventura ma, durante la giornata, hanno inseguito dei sospettati che non si erano fermati al posto di guardia e vari altri fermi.

Al di là del proprio “lavoro” – se così possiamo chiamarlo – quello che mi ha colpito è stata la loro passione per il lavoro, la loro abnegazione per il servizio, il loro essere …. comunque allegri di farlo (vedi foto).

Infine, e questa è la parte più bella, quello che mi ha veramente emozionato è stato il loro pensiero alle rispettive mogli con un malcelato sentimento di amore e affetto per le loro donne che, a loro dire, sono le vere coraggiose.

GRAZIE RAGAZZI

Con affetto …

Le stranezze del dolore di spalla(ovvero, quando il dolore è un buon indizio per la diagnosi)


Quando si parla di muscoli della spalla, s’intende fondamentalmente di:

A. Muscolo deltoide,

B. Muscolo sovraspinato,investigatore

C. Muscolo infraspinato,

D. Muscolo piccolo rotondo,

E. Muscolo grande rotondo,

F. Muscolo sottoscapolare.

G. Muscolo bicipite brachiale (da considerare più come Muscolo del braccio)

Alcuni di questi concorrono a formare quella che è conosciuta come la Cuffia Dei Rotatori (CDR)

A. DELTOIDE (D)

ANATOMIA – Questo muscolo è uno dei più importanti della spalla. È il muscolo che produce quel caratteristico

contorno arrotondato della spalla. Si compone di tre fasci: anteriore, medio e posteriore. È chiamato con questo nome

perché ha la forma della lettera maiuscola greca “delta”. Avvolgendo la spalla, s’inserisce posteriormente sulla spina

della scapola estendendosi anteriormente sul margine anteriore e laterale della clavicola. I Fasci muscolari convergono

in basso e si agganciano con un grosso tendine sulla tuberosità deltoidea dell’omero.

FUNZIONE – Quello di sollevare il braccio fino a 180° è Il suo ruolo principale ma possiede anche altre funzioni come

quella d’intraruotare ed extraruotare il braccio.

DOLORE – Quando si presenta uno stato di sofferenza di questo muscolo, il dolore che si percepisce è localizzato in

un’area laterale della spalla (con possibile irradiazione posteriore o anteriore) e da qui, irradiandosi lungo il braccio,

può raggiungere fino al gomito.

B. SOPRASPINOSO (SSP)

ANATOMIA – Questo muscolo origina nella parte superiore della scapola al di sopra di una prominenza che è chiamata

“Spina Scapolare”. È situato in una fossa chiamata, appunto, “Fossa Sovaspinata”. Di forma piramidale, questo

muscolo, passando sotto il tetto acromiale della scapola, si inserisce sulla testa omerale, in una regione chiamata

Trochite, con un tendine importante che concorre a formare la “Cuffia Dei Rotatori (CDR)”.

FUNZIONE – La principale azione di questo muscolo è di agire come elevatore del braccio in sinergia con il muscolo

Deltoide. Agisce anche come stabilizzatore dell’articolazione scapolo-omerale.

DOLORE – Una sofferenza di questo muscolo, per motivi d’irritazione da spasmo muscolare o infiammazione del

tendine, si manifesta con un dolore che è localizzato in un’area particolare che corrisponde ad una zona laterale della

spalla e scende e lungo il braccio, lateralmente, fino al gomito anteriormente.

C. SOTTOSPINOSO (STS)

ANATOMIA – Questo muscolo origina nella parte inferiore della scapola al di sotto della “Spina Scapolare” ed è situato

in una fossa chiamata appunto “Fossa Sottospinata”. Ricopre gran parte della scapola posteriormente e si inserisce

sulla testa omerale, esattamente sul Trochite, con un grosso tendine che concorre anch’esso a formare la “Cuffia Dei

Rotatori (CDR)”.

FUNZIONE – Il sopraspinoso è il principale muscolo che agisce come rotatore esterno della spalla. Altri muscoli in

sinergia con il STS sono il piccolo rotondo e il deltoide. Sia Il sottospinoso che il piccolo rotondo cooperano a ruotare

la testa dell'omero verso l'esterno oltre che a collaborare con altri muscoli a portare il braccio all'indietro.

DOLORE – Una sua sofferenza, per motivi d’irritazione da spasmo muscolare o infiammazione del tendine, si manifesta

con un dolore che è localizzato in un’area che corrisponde ad una zona laterale della spalla con piccoli spot dolorosi

posteriormente a livello della scapola e, irradiandosi lateralmente al braccio e avambraccio può giungere fino alle dita

della mano.

D. PICCOLO ROTONDO (PR)

ANATOMIA – Questo muscolo prende origine nella parte inferiore della scapola sul bordo laterale e si inserisce

anch’esso alla testa dell’omero, sul Trochite, in una zona subito sotto quella del tendine SST.

Anche questo tendine concorre a formare la Cuffia dei Rotatori.

FUNZIONE – Come si è già detto, questo muscolo agisce, insieme con quella del sottospinato, affinché si realizzi la

rotazione esterna del braccio. Altre funzioni di questo muscolo sono di estendere il braccio orizzontalmente e di

cooperare alla stabilizzazione dell’omero alla scapola.

DOLORE – Anche in questo caso, quando si presenta un’irritazione del muscolo o un’infiammazione, il dolore che si

manifesta è molto ben localizzato soprattutto in un’area posteriore e laterale della spalla mentre è sempre assente

nella zona anteriore.

E. GRANDE ROTONDO (GR)

ANATOMIA – Questo muscolo prende origine nel bordo inferiore della scapola, angolo inferiore. Le fibre muscolari, più

in profondità rispetto al piccolo rotondo, si dirigono obliquamente in alto portandosi anteriormente inserendosi sulla

regione anteriore dell’omero, il solco bicipitale, subito sotto la testa.

FUNZIONE – La sua azione principale è quella di addurre il braccio portandolo medialmente e dorsalmente. Si ritiene

che svolga un’azione importante nella retroversione del braccio e partecipa alla stabilizzazione dell’articolazione

scapolo-omerale. Svolge azione sinergica con il muscolo Gran Dorsale. DOLORE – Una sofferenza di questo muscolo,

legata sempre motivi d’irritazione da spasmo muscolare o infiammazione del tendine, si manifesta con un dolore che

è localizzato principalmente in una zona posteriore della spalla con piccoli spot dolorosi posteriormente a livello

inferiore della scapola. Può irradiarsi, sempre posteriormente, lungo il braccio e avambraccio fino al polso.

G. SOTTOSCAPOLARE (SSC)

ANATOMIA – Questo muscolo prende origine nella parte anteriore (frontale) della scapola in quella che è chiamata

appunto “fossa sottoscapolare”. Come si vede nell’immagine, ricopre buona parte della superfice anteriore della

scapola e i fasci muscolari si dirigono medialmente e anteriormente alla testa dell’omero inserendosi su di una area

chiamata Trochine” o Tubercolo Minore. Anche questo tendine concorre a formare la Cuffia dei Rotatori (CDR).

FUNZIONE – Rappresenta un muscolo importante poiché ricopre molteplici funzioni. Oltre quella di essere uno dei

principali stabilizzatori dell’articolazione scapolo-omerale, ha la funzione di intraruotare il braccio agendo come

antagonista dei muscoli sopraspinoso e sottospinoso (che sono extraruotatori); infine agisce anche come adduttore

del braccio.

DOLORE – l’espressione del dolore si manifesta principalmente nella zona superiore e posteriore della spalla (come si

vede nella figura). Può irradiarsi lungo il braccio medialmente fino a giungere il polso in modo circolare.

H. BICIPITE BRACHIALE

ANATOMIA – Questo muscolo si compone, come indica il nome, da due capi che si uniscono. Originano con due

tendini separati, il Capo Lungo Bicipite Brachiale (CLBB) e Il Capo Breve Bicipite Brachiale (CBBB). Il CBBB si distacca

dall’apice della coracoide (Processo coracoideo della scapola) mentre il CLBB si distacca immediatamente al di sopra

della glenoide della scapola e, passando attraverso la cavità articolare sormontando la testa omerale, fuoriesce per

scorrere in un solco dell’omero chiamato appunto solco omerale. L’inserzione distale di questi due tendini avviene a

livello del radio (sull’avambraccio) con un tendine molto robusto.

FUNZIONE – Questo muscolo, molto conosciuto, riveste un ruolo e azioni differenti in base ai due tendini cui prende

origine. Il CLBB, per esempio, è uno stabilizzatore della testa omerale oltre che depressore. Nel complesso, però, la

sua azione si svolge su tre piani differenti in : 1) flessione dell’ avambraccio sul braccio 2) flessione del braccio sulla

spalla 3) supinazione dell’avambraccio

DOLORE – In tutti quei casi di sofferenza di questo muscolo, sia CLBB sia CBBB, il dolore si manifesta principalmente

nella zona anteriore della spalla irradiandosi lungo il braccio, sempre anteriormente, fino a raggiungere il pollice.

Riconoscere il dolore di spalla


INTRODUZIONEdolore-alla-spalla

Quando si presenta un dolore alla spalla, il paziente tende di solito a generalizzare la zona precisa, sia perché non è educato a identificarlo sia perché il dolore è talmente intenso che non offre possibilità di esporlo bene.

Solo alcuni indicano esattamente il punto preciso del dolore e la sua eventuale irradiazione.

Ebbene, proprio la descrizione precisa della sintomatologia e del tipo di dolore – qualità, intensità, origine precisa, irradiazione – può mettere già sulla strada giusta lo specialista Chirurgo della Spalla a porre una diagnosi precisa e, quindi, stabilire una terapia adeguata per la risoluzione del problema.

L’anatomia della spalla è generalmente riconosciuta essere complessa sia dal punto di vista articolare sia dal punto di vista muscolare, tendinea e legamentosa.

Per questo motivo è piuttosto arduo individuare l’esatta origine della patologia che ha scatenato la sintomatologia dolorosa se non si ascolta bene il paziente e, soprattutto, se non si studiano e valutano in modo equanime tutti i sintomi ad essa correlati.

Quando è necessario, lo specialista deve aiutare e guidare il paziente a ricordare meglio la completa manifestazione della sintomatologia.

In generale, un dolore di spalla può dipendere da molteplici fattori che possono originare da:

  •  Lesione articolare
  •  Lesione tendinea
  •  Lesione muscolare
  •  Lesione legamentosa
  •  Infiammazione
  •  Spasmo e contratture
  •  Traumatismi

INCOMINCIAMO A PARLARE DEL DOLORE MUSCOLO TENDINEO

Escludendo le cause traumatiche, legamentose e articolari, quelle di tipo muscolare e tendineo ricoprono una percentuale piuttosto alta di fonti del dolore di spalla.

Il muscolo può andare incontro a Spasmi Muscolari. Questi sono contrazioni involontarie che non dipendono, appunto, dalla nostra volontà e si scatenano per diverse ragioni.

Le cause che possono determinarli sono molteplici:

1. Attività fisica in over stress o prolungata.

2. Attività fisica non abituale

3. Di origine nervosa (Patologie neurodegenerative)

4. Di origine vascolare

5. Di origine dismetabolica

6. Di origine endocrina (Patologie della tiroide)

7. Indotta da sostanze tossiche

8. Mantenere la stessa posizione del corpo per un periodo prolungato

9. Distonie

10. Traumi e microtraumi

Direttamente correlato con lo spasmo muscolare è il Crampo Muscolare che induce immediatamente a un dolore localizzato che può raggiungere un’intensità elevata ed essere molto debilitante.

Spasmi persistenti e intermittenti conducono a una patologia dolorosa più lentamente impiegando certe volte, anche diverse settimane prima della manifestazione sintomatologica.

Un muscolo in stato di spasmo ha perso le sue caratteristiche fondamentali di “elasticità” poiché essendo in una condizione di estrema contrazione, non è in condizioni di rispondere alla richiesta di allungarsi.

Tale patologica contrazione comporta, di conseguenza, un altro fattore morboso legato alla contrazione di piccoli vasi sanguigni che compromettono la circolazione del sangue con ripercussioni sui nervi, sui tessuti vicini e finanche sulle articolazioni.

http://www.medicitalia.it/luigigrosso

Artroscopia, cos’è?


La rubrica “Pianeta Salute” ha il compito fondamentale di divulgazione di temi della salute per i non addetti ai lavori ed oggi si parla dell’Artroscopia. Questa è una tecnica “giovane”, indicata per il trattamento di molte patologie articolari. Il Dr. Grosso – specialista in Spalla e Gomito – mostra come è fatta la camera operatoria, quali strumenti si utilizzano, quali sono le attrezzature e presenta molte immagini e video dei suoi interventi.

 

http://www.luigigrosso.net

 

 

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